Stai pensando di farti fare il sito da tuo cugino?
Aspetta un attimo. Prima di lasciarti tentare dalla via più rapida (e apparentemente economica), leggi questa guida. Troverai spunti pratici, domande scomode, qualche risata e – promesso – nessuna lezione da manuale. Perché dietro a un sito improvvisato si nascondono più insidie di quanto immagini. Ecco tutto quello che dovresti sapere prima di mettere online il tuo sito “fatto in casa”.
Spoiler del contenuto, così non puoi dirmi che non te l’avevo detto!
No, tuo cugino non ti può fare il sito (e ti spiego perché)
Hai un cugino “smanettone” che ha installato WordPress per il suo blog di pesca nel 2012 e adesso ti propone di farti “un sito carino” per la tua attività. Gratis, ovviamente. Un favore di famiglia, dice lui. Una bella occasione per te, pensi tu.
E tu, tentennante, pensi: “Beh, magari intanto inizio così… almeno non spendo nulla”.
Fermati. Respira. Prendi un caffè o meglio ancora una tisana. E leggimi fino in fondo: perché quella che sembra una scorciatoia spesso diventa una rotonda senza uscita.
Un sito web, oggi, non è un ornamento. È una delle prime cose che le persone vedono quando cercano la tua attività. È un biglietto da visita, un punto di contatto, uno strumento di lavoro. E no, non basta che sia “carino”. Deve essere utile, professionale e su misura per te.
Cosa succede quando il sito lo fa tuo cugino: spoiler: niente di buono
Hai presente quando dici: “Vabbè, intanto metto online qualcosa”? Ecco, il sito fatto dal cugino rientra perfettamente in questa categoria. Tema gratuito, testi scritti alle 2 di notte, immagini sgranate prese da Google. Sembra una soluzione veloce… finché non ti accorgi che:
- nessuno ti trova su Google – nemmeno se ti cerca con il binocolo
- il sito su cellulare è impossibile da navigare
- nelle tue pagine pubbliche ci sono ancora i Lorem ipsum
- i contatti sono nascosti come il tesoro dei pirati
- il font principale è Comic Sans e il secondario è Papyrus, per non farsi mancare nulla
- ci sono 15 plugin installati, nessuno aggiornato dopo il 2018
- il form dei contatti ti invia le email solo nei giorni dispari e con luna calante

Serve davvero dirlo? Non è esattamente il miglior biglietto da visita per la tua attività: comunica trascuratezza, poca attenzione ai dettagli e un’aria un po’ improvvisata. Il sito sembra dire “abbiamo fatto quello che potevamo, tra un pranzo di famiglia e una partita alla Play”.
Il sito è la prima cosa che un potenziale cliente vede… meglio puntare su qualcosa che ti rappresenti davvero, senza lasciare le cose al caso.
Le 7 cose che mancano, quasi sempre, nel sito fatto dal cugino
…e perché non basta che “si veda online”: queste 7 mancanze trasformano un sito da “ci ho provato” a “no grazie”.
Hai presente quei siti che tecnicamente esistono, ma nessuno trova, nessuno capisce e nessuno prende sul serio? Ecco. Spesso sono nati con le migliori intenzioni (e il supporto di un cugino volenteroso), ma senza le 7 cose che stai per leggere, è come costruire una casa partendo dal tetto.

1. Responsive “di nome” ma non di fatto
Sì, il tema diceva “mobile friendly”, ma poi sullo schermo del telefono il menu si sovrappone al logo, i testi sono microscopici e per cliccare un link serve un dito da chirurgo. E intanto il visitatore ha già chiuso la pagina.

2. Una struttura logica che guidi l’utente e non lo perda
I link sono messi un po’ dove capita, le pagine si chiamano “pagina 1” o “servizio x”, e trovare le informazioni è come fare una caccia al tesoro… senza mappa, bussola o speranza.

3. Testi che parlando davvero al tuo pubblico
No, “Benvenuto nel nostro sito web” non è un messaggio efficace. Servono testi scritti con un tono coerente, chiari, che spiegano chi sei e cosa fai, in modo naturale (ma con un occhio alle parole chiave, mica parliamo con i muri).

4. Navigazione che fa il suo dovere
Una buona navigazione è come un bravo commesso: ti accompagna, ti fa trovare subito quello che cerchi e ti invoglia a rimanere. Non ti fa scappare alla terza cliccata a vuoto, né ti fa gridare “ma dov’è il numero di telefono?!”.

5. Un pizzico di SEO, almeno per farsi trovare dal vicino…
Non serve diventare l’esperto di Google. Ma almeno impostare i titoli, le descrizioni e i nomi delle pagine con un minimo di criterio sì. Altrimenti è come aprire un negozio senza insegna, in una via senza nome, di notte.

6. Performance e leggerezza
Se la home ci mette più di 3 secondi a caricarsi, hai perso metà dei visitatori. E no, non è solo colpa del Wi-Fi: forse c’è qualche plugin dimenticato o un’immagine da 4 MB che grida vendetta.

7. Obiettivi non chiari – essere online non è un obiettivo
A cosa serve quel sito? Cosa vuoi che faccia chi lo visita? Se non sai rispondere a questa domanda, come può farlo tuo cugino? Un sito senza obiettivo è come un volantino in una bottiglia: magari arriva, ma dove e quando, chi lo sa.

I rischi di partire con il piede sbagliato
Lo so, lo capisco: è forte la tentazione di iniziare subito, con poco budget e senza troppe pretese. Ma il rischio è alto: partire con il piede sbagliato può voler dire dare fin da subito un’immagine poco professionale, perdere occasioni preziose e… dover rifare tutto da capo. Con costi (economici e di tempo) ben più alti.
- dare un’immagine poco professionale
- perdere credibilità (sì, anche online succede in 5 secondi)
- dover rifare tutto da capo fra 3 mesi… spendendo il doppio
Un sito fatto bene non è un lusso. È parte integrante della tua comunicazione, del tuo lavoro, del tuo modo di farti trovare e scegliere.

Com’è fatto un sito che funziona
Un sito web responsive ben progettato è quello che lavora per te 24/7, raccontando chi sei, mostrando cosa fai e aiutandoti a raggiungere i tuoi obiettivi online:
- racconta chi sei con le parole giuste
- mostra ciò che fai in modo chiaro
- ispira fiducia
- è facile da navigare da ogni dispositivo
- ti fa risparmiare tempo nelle risposte
- ti fa trovare da chi sta cercando… proprio te
E, possibilmente, non ti fa arrossire quando lo apri davanti a un cliente.
Ok, quindi niente cugino. Ma cosa posso fare?
Semplice. Parla con una web designer che fa questo di mestiere. Che ti ascolta, ti guida, ti fa le domande giuste e ti costruisce un sito su misura, adatto a te e al tuo pubblico. Poi certo, se tuo cugino vuole partecipare con una foto o offrirti un caffè… va benissimo.
Il web è pieno di siti fatti “alla buona”. Eppure ogni volta che qualcuno arriva da me dicendo “il mio sito non mi rappresenta”, so già che dietro c’era un parente, un amico o un tema gratuito maltrattato.
Un sito ben fatto non serve solo a essere “belli online”. Serve a comunicare il tuo valore, a essere trovati e scelti, a lavorare meglio.
E no, tuo cugino non è tenuto a sapere come si fa.
Domande frequenti, che non hai il coraggio di fare al cugino
E se poi il sito non mi piace?
Per questo ci sono confronti, bozze, revisioni e soprattutto… un progetto fatto su misura, con il tuo stile e la tua identità. Non si improvvisa.
Ma non posso usare un template gratuito e modificarlo da sola?
Sì, puoi. Ma spesso il risultato è un sito che sembra uguale ad altri 3.000. Se vuoi distinguerti, servono scelte più consapevoli.
Davvero serve tutta questa cura? Io voglio solo farmi trovare.
Farsi trovare è l’obiettivo. Ma senza struttura, contenuti ben scritti e navigazione chiara… è un po’ come aprire un negozio senza insegna.
Tuo cugino ci rimarrà male se non lo scegliamo?
Forse. Ma passerà. E tu avrai un sito professionale, fatto bene, che lavora per te ogni giorno.
Quanto può costare un sito fatto da un professionista?
Dipende da cosa ti serve davvero. Non è un prezzo a caso, ma un progetto che tiene conto della tua attività, dei tuoi obiettivi e del tempo che ci vuole per farlo bene.
Ma il sito non lo posso fare con un AI?
Può aiutarti, certo. Anche io la uso (in modo mirato). Ma serve una mente strategica, umana e creativa per guidarla. Altrimenti avrai testi che sembrano scritti da un frigorifero.
Mi serve proprio un sito web? Non basta Instagram?
Un sito è la tua casa online, non solo la vetrina. Instagram è il bar: puoi chiacchierare, certo, ma le decisioni importanti si prendono altrove.
Parliamone senza cugini di mezzo…
Se stai pensando di fare (sul serio) il sito per la tua attività e vuoi qualcuno che ti guidi con metodo, esperienza e un pizzico di ironia, scopri il mio servizio di creazione siti web responsive e poi scrivimi. Ti ascolto, ti faccio le domande giuste, e se lavoriamo insieme, il tuo sito sarà l’opposto di un sito improvvisato.
