Vai al contenuto

Blog web design, grafica e dintorni

UX 10 errori da evitare

Checklist UX per il tuo sito web: 10 errori da evitare assolutamente

Hai mai visitato un sito che ti ha fatto venir voglia di chiudere tutto dopo 3 secondi netti? Troppo testo, troppi colori, troppi clic per trovare… nulla. Ecco, quella è una pessima UX – esperienza utente – per dirla con tono più tecnico.

La verità è che non basta avere un bel sito per convincere chi arriva a restare. Serve un percorso fluido, sensato, intuitivo. Serve capire cosa vogliono davvero le persone quando atterrano sulla tua home. E soprattutto… serve evitare certi errori che si vedono ancora troppo spesso, anche su siti nuovi fiammanti.

In questa guida ti porto una checklist con 10 errori gravi (ma correggibili) che rovinano la UX del tuo sito. Non servono milioni di euro per evitarli, solo un po’ di attenzione e qualche consiglio pratico. Pronti? Si parte.

Sai quando entri in un sito e ti sembra di partecipare a una caccia al tesoro… ma senza tesoro? Ecco. Se per trovare le informazioni l’utente deve cliccare ovunque, tornare indietro, aprire mille menù, scorrere e scrollare come se stesse cercando il Santo Graal, c’è un problema serio di UX.

Una buona navigazione deve essere:

  • Chiara (etichette intuitive, niente paroloni ambigui)
  • Ordinata (massimo 5–7 voci nel menù principale)
  • Accessibile da qualsiasi pagina
  • Sempre visibile (soprattutto da mobile!)

Se un visitatore ha bisogno della mappa del sito per orientarsi, qualcosa non va. Meglio investire in una gerarchia logica e in un menù che accompagna, non che confonde.


Sfondi chiari con testo chiaro. Sfondi scuri con testo scuro. O peggio: sfondi fantasiosi e testi che scompaiono. Il design è importante, certo, ma se l’utente non riesce a leggere, se ne va – con un bel bounce rate come souvenir.

La leggibilità viene prima di tutto, ed è anche una questione di accessibilità: non tutti vedono i colori allo stesso modo, e non tutti leggono da uno schermo Retina in un ufficio illuminato alla perfezione.

Cosa controllare:

  • Contrasto sufficiente tra testo e sfondo (usa strumenti tipo WebAIM Contrast Checker)
  • Evita testi su immagini senza overlay
  • Attenzione alle dimensioni: un font chiaro va reso almeno di 16px

Se un visitatore ha bisogno della mappa del sito per orientarsi, qualcosa non va. Meglio investire in una gerarchia logica e in un menù che accompagna, non che confonde.


Se il tuo sito non dice all’utente cosa fare… l’utente non fa niente. Una Call To Action (CTA) deve essere visibile, chiara, e soprattutto diretta. “Scopri di più” non dice nulla. “Prenota ora la tua consulenza gratuita” invece sì. Non è questione di urlare, ma di guidare.

Evita:

  • CTA troppo generiche
  • Bottoni nascosti in fondo alla pagina
  • Un solo invito all’azione in tutto il sito

Fai:

  • CTA distribuite in modo strategico (hero, metà pagina, footer…)
  • Colori che spiccano ma non accecano
  • Verbi d’azione (Prenota, Acquista, Contattami)

Ogni pagina dovrebbe avere un obiettivo chiaro. E la CTA è il ponte che ci porta lì. Se manca, il traffico resta traffico. Ma il sito dovrebbe convertire.


Hai 3 secondi per catturare l’attenzione di chi atterra sul tuo sito. E se i primi 3 secondi sono spesi leggendo un poema epico su quanto sei appassionato dal 1998… addio. Il contenuto testuale è fondamentale – ma va dosato, spezzato, respirato. Nessuno ama trovarsi di fronte a muri di testo.

Cosa fare:

  • Usa paragrafi brevi di 3 o 4 righe
  • Inserisci titoletti descrittivi – H2 e H3 servono anche alla SEO!
  • Alterna con immagini, icone o liste puntate

Scrivi pensando allo scroll da smartphone. Se il visitatore scrolla senza fermarsi mai, non sta leggendo: sta cercando disperatamente un’ancora visiva.


Sì, un sito con foto ben scelte fa subito la differenza. Ma se la tua homepage impiega 8 secondi a caricarsi perché hai inserito un’immagine da 5MB… l’utente se n’è già andato a farsi un caffè (e magari ha trovato il sito del tuo concorrente nel frattempo).

Cosa fare:

  • Usa formati leggeri: come il WebP. Se non sai cosa sia o vuoi scoprire come usarlo al meglio per il tuo sito leggi il mio articolo
  • Ridimensiona le immagini: no, non serve un 4000x3000px per un’anteprima di 300px
  • Comprimi le immagini prima di caricarle (con plugin o strumenti online)

Se vuoi un sito performante ma visivamente d’impatto, usa immagini ottimizzate e carica gli sfondi con il lazy loading. Gli utenti (e Google) ti ringrazieranno.


Ok, il colore va bene. Il font anche. Ma… dove si guarda? Se l’occhio dell’utente rimbalza da un punto all’altro senza una direzione chiara, abbiamo un problema di gerarchia visiva.

Errori comuni

  • Tutti i titoli con lo stesso peso visivo
  • Pagine piene di blocchi senza spaziature
  • Nessuna distinzione tra le sezioni
  • Pulsanti sparsi nel nulla cosmico

Cosa fare invece:

  • Usa dimensioni e spazi coerenti per guidare la lettura
  • Lavora sulla gerarchia: H1 chiaro, H2 riconoscibili, paragrafi ben separati (spazi vuoti = grandi amici)
  • Evidenzia gli elementi importanti con il colore, dimensione o posizione

Pensa alle tue pagine come fossero cartelloni stradali. Il messaggio deve essere leggibile al volo, altrimenti chi legge… gira alla prima uscita.


Vuoi che l’utente ti contatti? Bene. Allora non torturarlo con 18 campi da compilare, richieste incomprensibili o un modulo che sembra una dichiarazione dei redditi. Più semplice = più conversioni.

Evita:

  • Campi obbligatori non necessari (ti serve davvero il codice fiscale e la data di nascita del tuo utente?)
  • Form che non spiegano cosa succede dopo l’invio
  • Pulsanti “invia” anonimi e poco rassicuranti

Meglio invece:

  • 3-5 campi be pensati (nome, email, messaggio e via)
  • Un testo chiaro sopra il form come: “Lasciami il tuo messaggio, risponderò a breve”
  • Pulsanti che indicano cosa fanno es: “Richiedi preventivo”, “Prenota una call”

Cerca di rendere tutto il processo semplice, otterrai molte più risposte. PS se poi tu e il tuo cliente volete approfondire puoi sempre organizzare una call conoscitiva!


Nel 2025 la maggior parte delle persone naviga da smartphone. Se il tuo sito si legge bene solo da desktop… abbiamo un problema. E non piccolo. Scroll infiniti, menu microscopici, font illeggibili… tutto questo è UX da incubo. La soluzione è avere un sito web ben progettato, pensato per adattarsi a ogni dispositivo.

Controlla sempre:

  • Che il menù sia accessibile e cliccabile
  • Che i testi non si sovrappongano (a volte succede!)
  • Che i bottoni e i link si possano toccare facilmente con il pollice

E no, non basta che sia responsive, deve essere usabile. Da ogni schermo, anche quelli con la pellicola graffiata e la luminosità a metà!


Transizioni lente, effetti a comparsa ogni tre secondi, pop-up invadenti. A volte sembra che il sito sia in gara per farsi odiare. Le animazioni devono accompagnare l’esperienza, non distrarre o rallentare.

Domandati sempre:

  • Questa animazione ha un senso funzionale?
  • Sta rallentando il caricamento o distraendo dall’obbiettivo?
  • Funziona su mobile o va in tilt?

Meno è meglio. E se vuoi far colpo, fallo con i contenuti, non con il carosello a 360°.


Hai cliccato il bottone, ma… è successo qualcosa? Sei sicuro che la mail sia partita? È un errore piccolo, ma genera incertezza e frustrazione. E sai cosa fanno gli utenti frustrati? Chiudono tutto.

Soluzioni semplici:

  • Aggiungi un messaggio di conferma visibile come ad esempio: “Grazie, il tuo messaggio è stato inviato”
  • Usa stati attivi per i bottoni, in modo che passando con il mouse sul bottone questo venga evidenziato
  • Per i form, usa colori chiari per evidenziare errori o campi mancanti

La UX è anche comunicazione.
Se non parli, l’utente se ne va.

Cosa significa UX?

UX sta per User Experience, ovvero l’esperienza che una persona vive mentre naviga il tuo sito. Una buona UX è fluida, intuitiva, piacevole. Una cattiva… è quella che ti fa chiudere la finestra dopo due secondi.

Serve davvero curare la UX anche in un sito piccolo?

Sì. Anzi, soprattutto. Se hai solo poche pagine, ogni dettaglio deve funzionare al meglio per accompagnare l’utente verso l’azione.

UX è solo un fatto tecnico?

No. È una combinazione di tecnica, contenuto, grafica e strategia. Anche i testi, le immagini e i colori influenzano l’esperienza.

Quanto incide la UX sul posizionamento SEO?

Tantissimo. Un sito con buona UX ha un bounce rate più basso, più tempo di permanenza e più interazioni – tutti segnali positivi per Google.

Se ho già un sito online, come capisco se la UX è ok?

Fai un test: naviga come se fossi un nuovo utente. Trovi subito quello che cerchi? Le CTA sono chiare? E poi, ancora meglio: chiedi feedback ai tuoi clienti reali.

Il tuo sito è già a prova di utente?